Borghi del salento, quali vedere e dove

La Puglia offre da nord a sud diverse zone d’interesse per turisti e non con borghi capaci di attrarre e incantare per la propria bellezza, ma anche con una storia da raccontare ricca di fascino.

Questa volta ci concentreremo su alcuni dei borghi dal salento più belli. Ne abbiamo scelti per voi 4: due bagnati dal mare (Santa Cesarea Terme e Castro) e due no (Specchia e Galatina).

Venite a scoprirli con noi!

Santa Cesarea Terme

Il primo borgo del salento da scoprire è Santa Cesarea Terme. Situata sulla costa orientale della Puglia, Santa Cesarea è uno dei centri più turistici del salento noto soprattutto per il proprio centro termale.

Il borgo è arroccato su una scogliera del canale d’Otranto ed è caratterizzato dalla presenza di sorgenti termali di acque sulfureo-salso-bromoiodiche che sgorgano a una temperatura di 30° in quattro grotte denominate Gattulla, Solfurea, Fetida e Solfatara. Sull’origine di queste vi sono due miti: uno pagano e quello cristiano. Il primo collega la genesi al disfacimento dei corpi dei giganti Leuterni, mentre il secondo parla di una giovane fanciulla di nome Cesarea o Cisaria, la quale per scappare dalle grinfie di suo padre si nascose in una grotta e venne salvata dalle fiamme che avvolserò il malintenzionato salvandola.

Di notevole interesse sono tre palazzi:

  • Villa Sticchi. Struttura ottocentesca simbolo dello stile moresco. È costruita su uno sperone roccioso con pietra leccese e intagli che ricordano anche l’architettura islamica;
  • Villa Raffaella. Costruita nella seconda metà dell’ottocento con un stile eclettico presenta una torretta ottagonale e numerosi motivi floreali;
  • Palazzo Tomborino. Costruito nel XX secolo. La sua struttura è a picco sul mare ed è stato a lungo il casinò della città nel secondo dopoguerra.

Castro

Poco più a sud di Santa Cesarea Terme (7 chilometri) troviamo Castro. Anche questo borgo del salento ha una sua lunga storia da raccontare; dall’approdo di Enea raccontato da Virgilio nell’Eneide, alla contesa tra Normanni e Bizantini passando per gli attacchi saraceni del ‘500 che l’hanno portata a trasformasi da città a borgo. È stata anche sede vescovile fino al 1818, prima di “rinascere” nel 1975.

Come luoghi d’interesse troviamo il castello aragonese del XII-XIII secolo e la cinta di mura (lunga circa 700 metri) che racchiude il centro storico e raccontano come quello di Castro sia l’unico borgo del salento di cittadella fortificata situata su un’altura rocciosa prospiciente il mare.

Da visitare sono anche la Grotta Zinzulusa (simbolo del fenomeno carsico salentino) e Grotta Romanelli (prima grotta italiana a restituire resti del Paleolitico).

Specchia

Il viaggio all’interno dei borghi del salento continua a metà strada tra l’Adriatico e lo Ionio precisamente a Specchia. Questo borgo di 4780 abitanti è inserito nei borghi più belli d’Italia ed è risalente al XVI-XVII secolo.

Il nome nasce trae origine dalle specchie, ovvero cumuli di pietra a forma conica utilizzato dai Messapi come punto di avvistamento e difesa o come sistema di demarcazione territoriale.

Punti di forza di questo borgo sulla collina sono gli scorci sulla pianura salentina e un centro storico medievale restaurato pieno di stradine e sali scendi capaci di sorprendere ogni visitatore. Menzione d’onore la merita Piazza del Popolo dove è possibile ammirare il bellissimo Palazzo Risolo risalente al ‘500, la Chiesa della Presentazione della Beata Vergine Maria del XV secolo e poco più avanti il portico del Palazzo Baronale Ripa.

Galatina

Il nostro viaggio nei borghi del salento si conclude poco più a ovest, nella citta d’arte di Galatina.

Nel 1200, Galatina era un centro importante di cultura, lingua e rito greco, ma grazie all’occupazione dei Normanni le funzioni religiose erano celebrate anche in latino. Per questo motivo vennero inserite, da parte dei Papi, le chiavi pontificie nello stemma di Galatina in modo da spingerlo come centro propulsore di latinità nel salento per contrastare la presenza di cultura greca e il rito religioso bizantino. La tradizione locale vuole infatti che il Cristianesimo sia arrivato qui grazie all’Apostolo San Pietro in viaggio da Antiochia verso Roma. Per questo motivo la città fu chiamata per secoli San Pietro in Galatina per poi tornare solo Galatina nel 1861 con l’Unità D’Italia.

In questo borgo del salento sono ben cinque le porte d’accesso di cui tre ben riconoscibili: Porta Luce su cui è raffigurato lo stemma della città, Porta Nuova (detta anche Porta San Pietro) e Porta Cappuccini dove entravano i monaci. Degna di nota sono la Chiesa Madre dei Santi Pietro e Paolo e la Chiesa di San Paolo risalente al XVIII secolo e incorporata al Palazzo Tondi. È nota anche come cappella delle Tarantate, poiché dal medioevo e alla fine degli anni cinquanta del ‘900 è stata teatro di fenomeni misteriosi legati al “tarantismo”. Infatti, durante i festeggiamenti del 29 giugno, le donne vittime del morso della tarantola si recavano perchiedere la grazia al santo pregando e bevendo l’acqua del pozzo vicino alla chiesetta.

 

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