Camavitè a Peschici: freschezza, qualità dei prodotti e passione

Apuliantouch, questa volta, si lascia ispirare da una leggera brezza marina mista al profumo di vino e piatti a base di pesce. Questo e non solo. Il Camavitè di Peschici è una favola che vale la pena vivere e raccontare.
Abbiamo intervistato per voi chi le ha dato forma e colori.

Siamo sugli scogli. A pochi passi dal mare. Ci lasciamo coccolare. Così. Nel mentre facciamo due chiacchiere con il nostro interlocutore speciale.

Raccontaci di te, di chi sei e di quello che fai.

Mi chiamo Vincenzo, ho 27 anni e vivo a Peschici, paesino di mare arroccato sul Gargano, estrema provincia di Foggia.
Sin da piccolo ho iniziato, durante le vacanze scolastiche estive, a muovere i primi passi fra i tavoli dei locali. Questa è come un’abitudine per tutti i ragazzini del posto.
Col passare del tempo mi sono sempre più accorto di quanto mi fosse stato utile per imparare il mestiere. Successivamente, intorno ai 17/18 anni ho iniziato ad appassionarmi a tutto quello che era il mondo della ristorazione, cominciando in particolare da quello dedicato ai cocktail. Ho proseguito il mio cammino passando per i vini fino ad arrivare alla cucina più completa. Quella vera e propria. Saporita e come solo Mamma Puglia sa insegnare e tramandare. Altra nota per me fondamentale: sin da subito ho avvertito l’esigenza di legare il tutto al mio territorio. Oggi sono proprietario, assieme a mia sorella, del nostro ristorante. Quel bambino che lavorava nei locali del posto durante le vacanze estive è arrivato ad aprire le porte del suo locale accogliendo numerosi clienti.

Raccontaci la più grande particolarità o curiosità della tua attività.

La più grande particolarità: senza dubbio, la freschezza e la qualità dei prodotti. Oltre alla nostra fantasia che ci permette di creare, ogni volta, gusti nuovi e sorprendenti.
Amando il nostro territorio ci viene spontaneo premiare il grande lavoro svolto da cantine, piccoli produttori di pomodoro, formaggio, pane, taralli, birre. Ancora, la maggior parte del pesce che viene cucinato proviene dal peschereccio di famiglia, dal trabucco accanto al ristorante, oppure da pescatori locali. I drink e gli aperitivi al tramonto, infine, oltre ad essere accompagnati da stuzzichini made in Puglia, frutti di mare e note di jazz, sono rivisitati in chiave “Gargano” e a farla da padrone sono gli ingredienti stagionali che il nostro territorio ci regala. Cosí il classico Spritz diventa “Purple Spritz”, sostituendo l’Aperol con un liquore di gelsi neri e lavanda ed un bitter all’arancia del Gargano ed il classico prosecco diventa uno spumante metodo classico della zona. Ancora, il Gin Tonic diventa “3orangeTonic”, dove la parte aromatica è data dalla marmellata di arance. Per finire, anche un semplice Whiskey Sour puó diventare garganico, togliendo lo zucchero ed aggiungendo un decotto molto denso fatto da carrube, frutta di stagione, fiori e scorza di limone.
In conclusione, ogni cosa nella mia cucina parte da ingredienti tradizionali e ricette tipiche (e mia madre è una garanzia per tutto ciò) per incontrare gli accostamenti più moderni.

Camavitè - Peschici © Camavitè
Camavitè – Peschici © Camavitè

Come nasce Camavitè? Quel è il suo format? Cos’è oggi e cosa vorresti divenisse?

Non saprei dire se format è il termine ideale. Il Camavité è un semplicissimo locale sugli scogli, a metà strada lungo la litoranea fra Peschici e Vieste, un luogo ancora del tutto naturale, nascosto e riservato anche nei mesi affollati in piena estate. Abbiamo sentito sin da subito l’esigenza di creare un posto dove gli ospiti potessero ricercare un assoluto relax, piccolo (appena 28 posti per la cena), lontano da qualsiasi tipo di fretta e vicino solo al mare. Unico compagno di quest’esperienza che ci piace firmare. Nei mesi primaverili l’ora del pranzo è il momento migliore, quando il caldo non è ancora afoso ed opprimente. D’estate, invece, ci piace cambiare le nostre vesti e diventare un romantico ristorante “a lume di stelle”, dove ogni tavolo ha la sua intimità, senza frenesie né corse.
Ad oggi è un piccolo locale che ogni anno prova a migliorarsi e che mira a trovare un suo spazio anche nei mesi più freddi. Ciò a cui miro è un posto dove si possa creare anche un laboratorio per corsi di formazione con chef, sommelier, bartender, maitre. Perché no, magari persino un punto d’incontro fra aziende della zona e ristoratori.

Com’è il tuo rapporto con questa amata terra Puglia?

Non nego di averla un pochino detestata durante la mia adolescenza. Da ragazzo la voglia di evadere era notevole e l’università è stata la mia prima boccata d’aria “di città”. Le esperienze e i corsi di formazione che avevano come sede quasi sempre Milano, mi hanno immerso in una vita completamente diversa da quella che vivevo a Peschici.
Qui da noi il tempo sembrava fermo mentre in città era impossibile da afferrare, ma devo ammettere che senza questo sacrificio sicuramente non avrei imparato nulla né tantomeno conosciuto persone che mi hanno letteralmente aperto la mente, invogliato a migliorarmi e alimentato la mia curiosità all’interno di questa professione.
Devo però ammettere di essere stato anche molto fortunato, ho avuto la possibilità di avere accanto le persone giuste, che come me hanno scommesso su questo territorio realizzando piccole realtà che oggi sono di esempio a livello nazionale. È questo che mi ha spronato nel fare lo stesso.

Raccontaci dei progetti per il futuro. Novità in vista?

Ci sono sempre grandi progetti in serbo per il futuro. Per il momento una delle più grandi idee è quella di abbandonare l’idea di “attività stagionale” e dar vita ad un locale vivo 365 giorni l’anno (per ora siamo aperti solo 6/7 mesi).
Ci piacerebbe, inoltre, l’idea di poter portare in giro i nostri drink e piatti, passando per fiere ed eventi in piazze e grandi città. Tutto questo anche per continuare a creare sinergie, a mio avviso indispensabili per la riuscita di qualsiasi cosa. L’idea del laboratorio dove fare cultura enogastronomica è quella che personalmente spero di portare a termine il prima possibile. Sono sempre più convinto che l’unica strada per fare la differenza sia fare cultura!
La scorsa estate, assieme ad una piccola azienda di cosmesi, abbiamo creato alcuni profumi per ambiente partendo dai drink presenti nel menù. La fragranza aveva quindi il nome del drink: “GarganoMule” (rosmarino, menta e limone), “LadyZen”(cannella, mandorla e zenzero), “PugliaColada”(latte di mandorla e pesca), ma presentandosi come vero e proprio profumo.
La novità più importante, invece, rimane un piccolo segreto, poiché richiede ancora troppo tempo e pazienza. Ma non mi freno e per questo spero vivamente di potervela raccontare in una prossima intervista!

Nel congedarci la nostra curiosità sale e tra un saluto e un soffio ancora di vento al profumo di mare speriamo di rincontrarci molto presto.

 

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