La strana passione, Fabrizio Monopoli tra la scrittura e l’amore per la Puglia

Tutti pensano alla Puglia come solo Terra, mare e buona cucina. Ma la Puglia è molto più, molto altro. E noi non ci stancheremo mai di ripeterlo. La Puglia, ad esempio, è grande fucina di talenti. Questa volta vi raccontiamo dell’ennesimo. Vi raccontiamo La strana passione di Fabrizio Monopoli, della sua complessa e variegata personalità, tra diritto e scrittura.

Parlaci di te, di chi sei e di quello che fai.

Sono Fabrizio Monopoli, classe ’86, nato ad Ostuni, professione avvocato e consulente giuridico presso il Consiglio Regionale Pugliese. Dopo aver imparato ed esercitato la professione in uno studio legale di Ostuni prima e di Bari poi, a novembre 2017, insieme a due colleghi coetanei, abbiamo fondato a Ostuni lo Studio Legale Monopoli specializzato in diritto bancario e diritto amministrativo.
Poi, visto che mi è sempre piaciuto buttarmi in nuove avventure, sia pur diverse rispetto a quelle che vivo abitualmente, tra un atto processuale e l’altro, mi sono dedicato a scrivere il romanzo “La Strana Passione” edito da CSA Editrice, che ho pubblicato nel mese di marzo e che non tratta né di diritto né di politica.

Raccontaci della tua Puglia. Del legame che hai con questa TUA terra.

Amo la Puglia in modo viscerale e morboso. La Puglia è un territorio che ha fatto tanti passi in avanti nel corso dell’ultimo decennio e ciò gli ha consentito di passare dall’essere la cenerentola d’Italia a oggetto di fascino e attrazione in tutto il mondo.
Adoro la qualità della vita intesa non solo come la poetica bellezza di gustare i ricci durante il mese di febbraio in riva al mare ma come elemento che può consentire di attrarre investimenti ed economia, non basati esclusivamente sul turismo. Mi piace pensare, tra gli altri, all’industria del sapere, della cultura, della ricerca e dell’innovazione, che potrebbero trovare una straordinaria accoglienza.
Basti pensare che si sono sviluppati distretti importanti nell’ambito delle biotecnologie, dell’ alta tecnologia e della meccatronica per non parlare del tentativo, purtroppo non riuscito per ragioni che proprio in questo periodo si stanno verificando, a vedersi aggiudicato il Bando Enea che avrebbe consentito un indotto occupazionale di circa 1.500 posti di lavoro, tra ricercatori e ingegneri, garantendo a parte del capitale umano pugliese altamente specializzato la possibilità di lavorare nella propria terra di origine.
Personalmente, mi sono laureato a Lecce e dopo gli studi mi sono trasferito a Bari. In mezzo solo un breve periodo in Inghilterra per provare a imparare la lingua e qualche esperienza nei villaggi turistici. Come tanti amici ho avuto la voglia di andare via ma ho voluto credere fortemente nella possibilità realizzarmi professionalmente qui, e dopo tanti anni di gavetta posso dire di aver fatto bene.

Raccontaci di questa tua nuova esperienza con il mondo della scrittura. Di come è nata l’idea e se i risultati ottenuti sono andati ben oltre le tue aspettative.

Non ricordo di aver avuto mai l’ambizione di scrivere un romanzo, anche perché come tutte le cose che non hai mai fatto pensi di non poterne essere in grado, so solo che nel mese di ottobre 2016 mi sono ritrovato con l’idea di voler raccontare, secondo il mio punto di vista, una storia sentimentale del tempo che viviamo. Volevo proporre una fotografia dei rapporti sentimentali, cercando di scomporli in numeri primi, di destrutturarli, di individuare i momenti e le fasi che scandiscono lo sviluppo delle dinamiche sentimentali e affidare al pensiero di Andrea, giovane amante della quasi cinquantenne Barbara, il compito di commentare ciò che accade, dal momento dell’approccio sino alla conclusione di una storia, passando per le fasi del primo incontro, delle farfalle nello stomaco, della convivenza, della nostalgia e di tutti i sentimenti che descrivono una passione. Per farlo, ho utilizzato quale espediente un fenomeno sentimentale del nostro tempo: una coppia in cui la donna è anagraficamente molto più grande dell’uomo.
La strana passione (c) Fabrizio Monopoli
La strana passione (c) Fabrizio Monopoli

L’esordio del tuo libro ci è parso essere un gran successo. Un’esperienza condivisa. Come ti è parso il tutto, dalla prima presentazione ad oggi?

La prima presentazione è andata molto bene, sicuramente al di là di qualsiasi previsione. Peraltro l’ho fatta nella mia città e almeno in teoria non era semplicissimo. Presentare il proprio romanzo nel luogo in cui vivi e quotidianamente ti confronti con i tuoi amici e conoscenti non è semplice perché attraverso un romanzo ti metti a nudo, esprimi idee e concetti che appartengono alla tua intimità, a quella sfera che ognuno di noi tende a tenere ben nascosta. Però ho superato questo imbarazzo anche grazie ai riscontri che sto ricevendo. In particolare sto notando che c’è una grande favore rispetto al tema trattato, rispetto al fatto di parlare di relazioni sentimentali del tempo che viviamo, provando a svelare emozioni, pensieri e fragilità che abbiamo tutti ma di cui ne parliamo con molta difficoltà. Rincorriamo quotidianamente informazioni sul mondo, con il piglio di chi la sa lunga ci siamo abituati a parlare di qualsiasi argomento, dalle ricette economiche per far crescere il paese ai rimedi per combattere la Xlylella nutrendoci, alle volte, solo di fake news e titoli di articoli postati dai quotidiani on line. Eppure, su alcuni temi che toccano la nostra carne viva, che riguardano il nostro modo di comportarci con l’altro, di amare e di tollerare, di gioire e di soffrire, scappiamo, abbiamo paura di confrontarci e di parlarne. Ecco, “La Strana Passione” vuole essere il tentativo di scattare una fotografia di ciò che viviamo, dei nostri limiti, delle nostre debolezze sentimentali ma anche della nostra passione e della bellezza di dare al proprio partner in un rapporto d’amore al punto da suscitare nel lettore una sensazione di condivisione, un frammento di polaroid che induca a dire: è successo anche a me, è vero, l’ho vissuta anche io.

Come vedi il tuo domani? Parlando di te, di questa nuova esperienza e della tua terra.

Gran parte delle cose che ci troviamo a fare non sono state preventivate e quindi non mi azzarderei nel fare previsioni sul mio futuro.
Quanto alla mia terra sono ottimista ma è necessario uno sforzo collettivo, che passa attraverso le micro condotte di ognuno di noi, da compiere con un pizzico di generosità e un po’ più di rispetto e solidarietà verso il prossimo.
Scrivere è stato, per l’appunto, una esperienza che non mi rende di certo uno scrittore, anche perché credo che si possa vantare un titolo o una professione solo attraverso l’esercizio seriale e non già occasionale come nel mio caso.
Mi reputo a malapena un avvocato che vuole continuare a imparare il suo lavoro ma credo che durante la giornata si possa trovare il tempo per farsi travolgere da passioni che ti consegnano attimi di felicità, come in questo momento la scrittura di un romanzo.
E come Fabrizio, anche noi, ci lasciamo travolgere spesso da passioni che consegnano attimi di felicità. Come durante questa intervista.
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