Natale sta arrivando sulla nostra tavola? Siamo davvero pronti? A questa domanda nessuno sa rispondere davvero, neanche il nostro metabolismo se la sente di prendere una posizione a riguardo. Ma cosa si mangia a Natale al sud ? E soprattutto, come? Quali sono le tradizioni delle tavole Pugliesi? Scopriamolo insieme!

Natale al Sud: cosa si mangia

Iniziamo con fare un ripasso di tutto quello che abbiamo fatto: albero addobbato, centro tavola in mood natalizio comprato, tovaglia con Babbo Natale gigante c’è, pandoro e panettone ci sono… Ma cosa manca? Il menù di Natale made in Puglia!

Ecco cosa manca la cicoria “fresca e tenera” per l’aperitivo quando arriveranno tutti i parenti.
Questo è solo il preludio delle chiamate che saranno fate durante la giornata per commissioni varie tra supermercati e botteghe di paese, alla ricerca della Pietra filosofa… Ah no! Alla ricerca della cicoria, del pane casereccio, del vino buono, dello spumante e infine anche del pane senza glutine perché ormai un parente a casa con questo “problema” (parola di nonna) c’è sempre.
Sappiate bene che tutto ciò che comprerete durante le varie commissioni non andrà mai bene per le vostre mamme, poiché sì al Sud abbiamo una serie di mamme: mamma, zia Teresa, zia Maria, Nonna Francesca, Nonna Giovanna e via discorrendo.

A Sud Italia sappiamo che le feste natalizie significano soprattutto famiglia, camino accesso ad ore 5 del mattino tra il caffè e la pasta per le orecchiette già pronta.
A Sud Italia il Natale è la tavola imbandita per un minimo di 10 persone ad un massimo di 40, poiché subito dopo si passa alla ricerca della casa più grande di tutte per ospitare i parenti.
A Sud il Natale è lo sguardo di tua zia che ti vuole bene, di una nonna premurosa che sa che a te non piace il piccante, ma che devi mangiarlo perché ti fa bene, di tua cugina di 3 anni che ha imparato a pronunciare il tuo nome e la cosa ti emoziona.
Ma soprattutto a Sud il Natale è cibo, cibo buono, cibo di qualità!

Iniziamo con gli antipasti che dai salumi vanno alla verdura fresca, alle bruschette di pane caldo con pomodoro, alle “tielle” di baccalà, le patate novelle con la cipolla di Tropea al forno e il vino bianco portato dallo zio intenditore.
E non dimentichiamo il pezzo forte: le polpette, accuratamente nascoste durante il pre pranzo perché altrimenti poi non mangeremo tutto.
Poi è la volta dei primi e iniziamo ad udire il menù dalla cucina: abbiamo orecchiette al pomodoro, orecchiette con cime di rape e una rivisitazione di un qualcosa già sentito, come ad esempio crêpes con tutto ciò che può essere tradizione, dal ragù a ricotta e spinaci ben mixati. Questo primo serve un po’ ogni anno a stupire i parenti, come a voler specificare che non cuciniamo le stesse cose (grande falsità, ma sempre ben nascosta!).

Ad un tratto le prime difficoltà, i primi affanni, usciremo vivi da tutto ciò?
Non si ha tempo per pensare, si deve continuare: ecco che arrivano i secondi di carne e pesce. C’è ampia scelta sulla tavola di Natale al Sud: costolette di agnello, bistecche ai ferri e dentice al forno con olive.
I più coraggiosi fanno “un po’ e un po’”, ma sia chiaro: non tutti sono predisposti alla sfida.

Quando ti sembra di poter alzarti per prendere fiato senti già zia Mariuccia con la frutta divisa accuratamente in piatti, e non puoi non mangiarla perché sai già che diversamente partirebbero cori di zie e vicini di casa (sì, ad un certo punto sono arrivati anche loro come tradizione da anni con il pandoro) che ti dicono che la frutta ti fa bene, ti fa digerire.
Qui i migliori nutrizionisti ammutoliti dalla sapienza del popolo mettono la laurea in borsa e la mangiano con noi!

Ai dolci nessuno parla perché sa che siamo alla fine ed un altro piccolo sforzo non costa nulla, poi il caffè e l’ammazza caffè faranno la loro parte tra i sorrisi di tutti.

Ore 18 siamo pronti ad alzarci da tavola e prendere la macchina per dirigerci dai nostri amici ed affermare solo questo: per me una Tonica perché mi sento un tantino pesante!
Anche in questo caso non ci siamo riusciti, abbiamo perso ed è arrivato il Gin-Tonik.

Buona continuazione perché sappiate che ci sono le rimanenze del 25 da consumare il 26 e da lì non si sfugge!

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