Paolo Giacovelli, l’imprenditoria giovanile pugliese

Apuliantouch è sempre più un sogno condiviso, figlio della sua terra e della gente che la abita e vive tutti i giorni. È per questo che, ancora una volta, abbiamo voluto riportare un sogno divenuto realtà di un giovane imprenditore pugliese.

Abbiamo fatto due chiacchiere con Paolo Giacovelli, il locorotondese orgoglio della sua famiglia e dei suoi concittadini. Ecco cosa ha raccontato a noi che nei sogni ci crediamo, forse più di tutti.

Siamo entrati nella sua libreria, c’è un profumo di buono. Di carta stampata e di caffè. Ci siamo accomodati e insieme rivissuto attimi dal sapore tipicamente pugliese. Attimi dal profumo di pietra viva, polpette al sugo e antica saggezza. Quella stessa che il giovane Paolo ha più volte lasciato raccontarsi dagli anziani del paese. Incantato, ha fatto delle loro parole terra buona sulla quale edificare qualcosa di più giovane e innovativo.

Parlaci di te, di chi sei e di quello che fai.

Mi chiamo Paolo Giocavelli, ho 25 anni e sono un giovane imprenditore dai natali pugliesi. Amo profondamente il mio paese, Locorotondo, e ogni giorno della mia vita cerco di dare il meglio di me. Lo faccio per la mia terra, lo faccio per la mia gente. Cerco di crescere di pari passo con loro.

Una volta terminati gli studi in ragioneria mi sono impegnato a cambiare la mia vita e quella degli altri facendo impresa. Così, un passo alla volta, sono passato dal lavoro in barberia all’editoria, attraversando una bottega di alimentari e subito dopo la mia libreria. Tutto così diverso, eppure tutto così uguale e importante per me. Importante per quello che sono stato nel tempo, per quello che sono oggi e per quello che sarò.

Raccontaci della tua Puglia, del legame che hai con questa terra.

Amo profondamente la mia terra, tutto quello che ho creato è nato da questo sentimento, da questo amore incondizionato che ho nei confronti dei giovani, della Valle d’Itria e dei libri. Non avrei mai potuto abbandonarla. Non l’ho mai nemmeno lontanamente pensato. Mi sento orgogliosamente figlio del territorio che mi ospita.

Ho sempre sostenuto i talenti in erba che come me sono nati qui, ma ho anche investito su chi non custodiva come me la voglia di far crescere questo angolo di Puglia a sud del Sud est. Oggi posso dire che, tutti loro, e non io, sono la cifra delle mie imprese e della nostra regione. Molto spesso la nostra terra è dimenticata e bistrattata, considerata semplicemente come via di mezzo tra l’Adriatico e lo Ionio, “entroterra di confine” dove l’unica via possibile per farcela è andare via. Io non sono andato via , io sono rimasto. Ho lottato, lotto e lotterò, ma sono rimasto. Sia chiaro non biasimo nessuno, ognuno è libero di fare quello che vuole e di andare dove vuole. Auguro a tutti, però, di tornare prima o poi. Questo è il mio augurio per chi è stato costretto ad andar via, a lasciare amici e familiari per guadagnare qualche soldo. Ho molti amici che sono stati costretti a lasciare Locorotondo e ogni volta che partono portano via con loro un pezzo di terra e un pezzo del mio cuore.

Diverse volte mi è stato proposto di lasciare il sud, ma io ho sempre detto di no.

Raccontaci della tua esperienza.

Ho cominciato da piccolo, lavoravo in una barberia e tutto quello che facevo era spazzare i pavimenti dai capelli appena tagliati e ripulire dai pelucchi le giacche dei clienti serviti. Oggi gestisco assieme al mio carissimo amico Quirino Semeraro il salone di barberia Contropelo a Locorotondo. Non sono mai riuscito ad essere solo spettatore della mia vita e così ho cercato di smuovere le cose. Di essere io a inventare e reinventarmi. Continuamente. Senza mai fermarmi. Senza mai smettere di crederci.

Nel 2012 ho fondato Il Gazzettino della Valle d’Itria Sport e poi, dopo due anni, Il Gazzettino Politica. Ancora oggi, quest’ultimo, viene distribuito porta a porta e gratuitamente. Non sono mai stato un grande sportivo, ma mi è sempre piaciuto raccontare lo sport, vederlo e tifare. A 14 anni con il mio socio e amico Vitaliano distribuivamo allo Stadio Viale Olimpia di Locorotondo un piccolo giornale spillato e fotocopiato nelle nostre case che raccontava le gesta della squadra locale. Se penso oggi a quella proto rivista – Cuore Rossoblù – mi viene da ridere ma allo stesso tempo penso che i sogni se coltivati poi possono portare a risultati inimmaginabili.

L’anno successivo ho creato Aprak, una società che si occupa di servizi di grafica, di stampa,  volantinaggio e servizi per gli anziani. Anche quest’ultima si è rivelata un’altra grande scommessa. Mi sono messo in gioco con mio fratello Donato e con il mio amico Vitaliano. Da tempo ci eravamo accorti che a Locorotondo mancava una vera e propria azienda capace di risolvere i piccoli problemi quotidiani alle imprese locali, dalla grafica alla comunicazione, passando per la pubblicità e promozione. Noi, da parte nostra, mettevamo e mettiamo a disposizione le nostre conoscenze, i nostri contatti e uno staff altamente qualificato. Inoltre ci eravamo accorti che nella nostra città mancava un servizio per gli anziani, un’azienda che si prendesse cura di loro e che svolgesse al posto loro gli incarichi della vita quotidiana. Si pensi al pagare le bollette o all’andare a fare la spesa, fino all’accompagnarli in giro per il paese. Siamo davvero soddisfatti, esattamente come lo sono i nostri clienti, che continuano a fidarsi di noi ciecamente.

Giacovelli intervista
Giacovelli intervista

Una volta ritornato nel mondo della barberia, nel 2014, ho fondato l’Accademia Contropelo, con l’obiettivo di formare, con una serie di proposte didattiche, i barbieri del domani. Come anticipato prima, con Quirino ho cercato di dar vita ad una vera e propria scuola, organizzando l’offerta didattica in modo tale che potesse agevolare lo studente tramite la frequentazione di tre corsi dedicati alla rasatura (base, avanzata e professionale). L’abbiamo fatto per insegnare un mestiere antico, per tramandarlo senza dimenticarlo, per far crescere nuovi artigiani del rasoio e per dare loro una possibilità lavorativa in più. Per un barbitonsore “affidare” il rasoio, lo strumento più importante, più prezioso del nostro mestiere, resta ancora oggi, a distanza di anni, una delle esperienze più difficili e complesse della mia vita. Eppure ogni anno quando sta per arrivare la prima lezione non vedo l’ora che quel rasoio senza vita diventi un rasoio pensante. Quest’anno i corsi di rasatura all’italiana targati Contropelo cominceranno proprio a fine mese.

L’altra grande passione della mia vita sono la lettura e la scrittura, cosi tre anni fa ho fondato la Giacovelli Editore, una casa editrice indipendente che ad oggi ha all’attivo una trentina di pubblicazioni e un concorso nazionale dedicato al vino “Racconti diVini”. Intorno a queste pubblicazioni, poi, mi piace anche creare delle presentazioni in modo tale da favorire l’incontro tra scrittore e lettori, ma ancor di più per avvicinare al mondo della lettura. Ancora oggi resta uno dei mondi più belli e affascinanti. L’ideale per imparare, crescere e sognare. La casa editrice comincia la sua giovane vita con la pubblicazione proprio del “Il mio punto di vista”, il mio libro che resta tuttora una delle più belle esperienze della mia vita.

Questa passione si è poi tradotta anche nell’apertura della libreria L’angolo retto. Da piccolo sognavo che un giorno avrei aperto una libreria tutta mia a Locorotondo. La immaginavo in pieno centro storico, magari vicino ad una bellissima piazza, sarebbe stata perfetta nei pressi di Piazza Vittorio Emanuele II, uno dei miei posti preferiti. La immaginavo con un doppio ingresso come tutti i mondi fantastici, con una sala caffetteria dove chiunque avrebbe potuto sedersi, leggere un libro sorseggiando un caffè, una tazza di tè, ma soprattutto dove avrebbe potuto conversare, rilassarsi e fare due chiacchiere sulla bellezza del nostro paese. La immaginavo sommersa da tantissimi libri: dai gialli alla narrativa per bambini, dai fumetti ai graphic novel, dai grandi classici all’ultima chicca uscita l’altro ieri. La immaginavo profumata di carta, della stessa fragranza di cui sono fatte le parole, capace di curare gli spiriti più inquieti. Una specie di farmacia per l’anima, insomma. I libri mi hanno insegnato che i sogni e quello che noi immaginiamo, a volte, può diventare realtà. Basta crederci senza mai gettare la spugna.

Questa realtà tutta mia, poi, si è concretizzata nel nuovo libro “Soffio”, pubblicato per la FaLvision Editore, oltre che in un racconto pubblicato per un antologia dedicata al tema della violenza sulle donne dal titolo “Panni stesi al Sole”.

L’impegno nel seguire le star up e la cultura in generale, mi ha dato la spinta per fondare Condivisione Italia, una community sparsa per tutta la penisola che si occupa di incentivare e promuovere le buone pratiche. Ad oggi sono stati aperti 4 fari che non sono altro che dei presidi culturali in Puglia e nel Lazio, ma il prossimo mese saranno inaugurati i fari di Milano e Firenze.

Da qualche settimana, ancora, ho rilevato una bottega di alimentari nel centro storico del mio paese dove lavoro con mia mamma. Abbiamo deciso di chiamarla “La bottega del centro storico”, per offrire la possibilità ai turisti e a chi abita nelle vicinanze di fare la spesa in maniera consapevole e lontana dalle logiche dei grossi supermercati, all’insegna di qualità e conveniva.

Infine due anni fa sono diventato consigliere comunale nel mio paese e capogruppo di maggioranza.

Non ho mai creduto nella fortuna, ho sempre creduto nei sogni ed ho imparato che se un sogno viene condiviso e raccontato, presto o tardi si realizzerà. Basta crederci!

Come vedi il tuo domani? Parlando di te, del tuo lavoro e della tua terra

Sono ottimista. Voglio vederci del buono, del positivo, anche se ho imparato a non dare mai nulla per scontato.

Spero sempre di poter abbracciare i miei amici che sono partiti, spero di vederli lavorare accanto a me, magari nell’ufficio affianco al mio. Spero di poter continuare a crescere e spero  di rendere felice tutte le persone che credono in me.  Spero di continuare a innovarmi, perché senza innovazione non si va da nessuna parte. Spero, infine, che leggendo queste mie parole qualcuno abbia cambiato idea sul nostra terra e su se stesso.

Dico spesso ai miei autori prima di pubblicare un libro che: i sogni si avverano solo se proviamo a raccontarli. E allora facciamo grandi sogni. Raccontiamoli!

 

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