Davide e Marta. Le menti giovani e creative che si nascondono dietro al marchio Roshaque si raccontano a noi di Apuliantouch. Entrambi nati a Milano, ma nelle loro vene scorre sangue Pugliese. Appena hanno la possibilità scappano “giù”, non perdendo l’occasione di tornare alle proprie origini. Le più belle e profonde che potessero avere. È stato proprio durante una di queste occasioni che è nata l’ispirazione per il progetto Roshaque.
Ecco quello che ci ha raccontato Marta.

Roshaque: la storia di una scommessa

Roshaque nasce da un volersi mettere in gioco. Solo lo scorso settembre Davide mi ha proposto di partecipare ad un concorso di moto personalizzate per il Deus Build Off 2016. Il motto del concorso era “minima spesa, massima resa” ed è questo che ci ha convinti a partecipare, non avevamo così tanti fondi da investire, allora abbiamo deciso di utilizzare noi stessi e le nostre sole forze.
Davide ha sempre avuto una passione per la meccanica e per il mettere le mani un po’ in tutto, lo scoprire il com’è fatto, per poi smontare e rimontare.
Così siamo entrati nel box e li c’era la nostra cavia: Un’HondaXr600. L’abbiamo guardata per giornate intere fin quando Davide non ha deciso di tagliarla ed è stato lì che abbiamo capito cosa fare.
Abbiamo utilizzato ciò che trovavamo intorno a noi, scoprendo l’esistenza di due spalle di cuoio.
Da lì ho provato a tagliare e cucire inventandomi l’utilizzo di strumenti che vedevo per la prima volta, realizzando così borse e porta serbatoio.
In 15 giorni abbiamo dato vita ad un Custom arrangiato e nonostante non fosse la moto migliore di tutte siamo riusciti a trasmettere il nostro entusiasmo al pubblico e alla giuria classificandoci secondi a livello mondiale.

Una delle cose che più ha colpito i visitatori del concorso sono stati i dettagli, quelle piccolezze in cuoio capaci di arricchire il design della moto.Come conseguenza al concorso abbiamo iniziato a vendere borse da moto ad amici e qualcuna ai visitatori del concorso, i primi a sperare l’apertura di nuove porte. Non è stato questo a farci raggiungere il traguardo in cui tanto speravamo poiché andando avanti nei mesi ci siamo resi conto che, pur piacendoci quello che stavamo facendo, non era esattamente quello che poteva esprimere al meglio le nostre qualità e la nostra creatività. Per un intero anno abbiamo pensato a quale potesse essere la strada più giusta da seguire, finché a Giugno non si è riaperto uno spiraglio. Un negozio di sigarette elettroniche ha notato la cover in cuoio che rivestiva la box di Davide, una sciccheria da me realizzata durante un pomeriggio aspettandolo. È stato questo negozio il primo ad acquistare una serie.

Da quel momento la voglia di reinventarsi, mettersi in gioco e farcela con le proprie forze è diventata sempre più forte.

È stato lì che abbiamo deciso di giocarci tutto. Davide si è reinventato, ha lasciato il suo lavoro e rispolverato i vecchi attrezzi di suo nonno falegname. Ha cominciato a smontare e rimontare, riscoprendo la sua manualità con il legno e il ferro. Così, dopo varie prove eccolo qua, a costruire design per interni.

Io avendo già intrapreso una carriera universitaria e lavorativa nel campo dell’educazione, ho investito il mio tempo rimanente in questo progetto, e così ho iniziato a svolgere due attività in contemporanea.

A Luglio abbiamo aperto la nostra prima vendita e-commerce su Etsy: non dimenticheremo mai il suono della notifica della prima vendita, un BoVaping direttamente dagli Stati Uniti d’America. Sono arrivati così i primi acquisti; ci sono stati alti e bassi, periodi in cui tutto funzionava e periodi in cui sembrava perduto, ma grazie alla nostra tenacia e forza di volontà non ci siamo mai arresi, anzi abbiamo deciso di allargarci.

Non saremmo più stati solo io e Davide, a far parte di Roshaque.

Abbiamo conosciuto Mike, il nostro designer. Parlando, le idee combaciavano, le conoscenze si mischiavano fino a completarsi l’una con l’altra. Oggi Mike lavora con Davide in laboratorio, ha deciso di ampliare le sue competenze e di realizzare con le sue mani e le sue forze i render che progetta.

Infine è arrivato il tassello mancante al nostro progetto, la stabilità che cercavamo: Chiara, studentessa di Economia, che ha deciso di mettersi in gioco gestendo le nostre pagine social, Instagram ed Etsy. È stata lei ad occuparsi  della parte più importante: la gestione del cliente. Anche lei, come tutti noi, non è stata in grado di fermarsi a questo e ha iniziato a proporre e realizzare i suoi primi progetti.

Ora siamo davvero una squadra, una straordinaria famiglia.  La famiglia Roshaque. Quella che punta a far conoscere il progetto, le nostre abilità e soprattutto l’entusiasmo che ognuno di noi ci mette.

Non pensiamo che ci sarà mai un traguardo a tutto ciò, le idee non mancano, anzi quattro cervelli sfornano un’infinità di progetti alla quale spesso è addirittura difficile star dietro.

In questo momento per noi Roshaque non si identifica con un semplice mettersi in gioco, è diventato un progetto in cui crediamo molto e per il quale non vogliamo porci limiti. Crediamo che ogni giorno possa essere un’ occasione per imparare qualcosa di nuovo e accrescere le nostre conoscenze e potenzialità.

Quello che più continua a renderci uniti e sempre più forti è il rapporto che abbiamo instaurato con ogni nostro cliente. Ospitarlo nel nostro laboratorio con il fine di realizzare con lui un progetto, ascoltare i suoi desideri e cercare di realizzare un manufatto unico, fatto su misura è quello che maggiormente ci contraddistingue.

Un grazie va anche alla nostra Milano. Questa realtà ci ha davvero aiutati molto. Il fatto di essere nati e cresciuti in questa realtà, che è la più grande a livello economico italiano è un grosso aiuto alla nostra attività. Aiuta il nostro progetto ad avere un’ampia visibilità all’interno del settore. Ancora, avendo sempre vissuto all’interno della città siamo in grado di cogliere ogni occasione lavorativa che questa metropoli può offrirci. E noi non ce ne lasciamo scappare nessuna.

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