Trullo Sant’Angelo: dove si trova e cos’è

Un nuovo vento fresco, settembre sulla pelle, il profumo della lavanda ormai secca misto a quello della terra. Più bruna, ancora calda, abbronzata.
Siamo nel cuore della Valle d’Itria, nella sua zona più rinomata per la buona cucina. Siamo nella patria delle mandorle e della pasta fresca. Siamo a Ceglie Messapica, a pochi chilometri dal borgo, tra i trulli e le lamie di Trullo Sant’Angelo.
C’è un nuovo mondo qui, che si apre e ci accoglie. Ci sono le pietre. Nella terra e sui tetti delle abitazioni. Di quelle tipiche. A cono. Di quelle che tutti, ormai, amano vivere e immortalare. Di quelle che si fanno chiamare “trulli” e portano con loro secoli di storia, usi, costumi e generazioni. Sanno di famiglie felici e gente di Puglia. Gente di cuore. Gente straordinaria.

C’è della ghiaia.
Ci sono i primi fichi d’india e i pomodori appesi a grappolo. C’è l’azzurro del cielo e delle acque di una timida piscina. C’è il bianco delle lenzuola, dei tessuti in fiandra e dei centrini messi lì. Ad ornare. Senza mai essere lasciati al caso. C’è il bianco della pietra, della luce e dello zucchero a velo spolverato sulle crostate mattutine.
C’è l’azzurro pastello delle porte e dei dettagli più moderni, quelli dallo stile minimal ma mai fuori luogo. Quelli che parlano di oggi e contemporaneamente di Puglia. Ci sono design, stile e innovazione. C’è la Puglia più giovane ma autentica.
C’è tutto quello che più profuma d’estate ma che sta bene in ogni stagione. Perché il vero sta bene con tutto.
Ci sono la passione, la cura e la tenacia di chi si mette in gioco. Ogni giorno. In prima linea. Sfidando tempi e ostacoli, senza mai smettere di crederci.
Come se, alla fine, tutto questo non fosse altro che un insieme di stagioni, di canzoni, di profumi sulla pelle e nell’aria. Colori. Sapori. Intrecci. Vita e granelli di terra bruna fra le dita. Dall’alba al tramonto. O dal tramonto all’alba.

Trullo Sant'Angelo (c) Daniele Epifani
Trullo Sant’Angelo (c) Daniele Epifani

Trullo Sant’Angelo: intervista a Daniele Elia

Ad aprirci le porte è stato Daniele Elia, giovane imprenditore pugliese, che dopo gli studi ha deciso di mischiare le carte e rimettersi in gioco. Si è tuffato a capofitto. Ha concretizzato un sogno. Un‘avventura. Nuova e straordinaria. Tutta sua, ma che conserva la storia di cinque generazioni.
Il suo è così diventato un percorso fatto di incontri, scambi e soddisfazioni. Di occhi raggianti, mani che si stringono e sorrisi che si espandono. Di gusti e profumi preparati ad arte dalle sue mani. Di tutto questo, di quanto elencato su e di tanto altro ancora. Noi, tutto questo, lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle. Lo abbiamo toccato con mano. Ma per farvi vivere la Puglia abbiamo bisogno anche delle vostre mani. Ora. Sempre.

Abbiamo chiacchierato, abbiamo scoperto luoghi e gente straordinaria. Abbiamo avuto l’ennesima conferma di quanto la Puglia sia fucina di talenti. Giovani e creative menti che si spendono sul territorio e per il territorio. E se solo pensano di andar via, c’è già la voglia di ritornare. A casa. Dove si è stati e si sta bene. Dove si può ancora fare tanto.
Così Daniele. Ci ha raccontato di essersi laureato in giurisprudenza a Bologna, dopo di che è salito sul primo aereo e ha cominciato a viaggiare tra Europa e Australia. All’indomani di questo viaggio, poi, ha iniziato una nuova vita, ancora una volta a Bologna, conseguendo un master in Wind & Food Management all’Alma Graduate di Shool. È stato in quel momento che ha iniziato a ripensare alla sua Puglia, terra dai colori e dai sapori unici. Terra giovane con la quale poter dar vita a grandi cose. Così, dopo un anno di collaborazioni nel settore dell’ospitalità e della ristorazione nelle terre verdiane, è stata la volta di tornare definitivamente in Puglia. Esattamente in quel lembo di terra tra i due mari. Lì. Nella valle dei trulli.

Trullo Sant'Angelo (c) Daniele Epifani
Trullo Sant’Angelo (c) Daniele Epifani

Questa volta non tornava da solo, ma portava con sé un bagaglio di esperienza ed un progetto ben preciso: sensibilizzare il territorio attraverso la micro ricettività e valorizzare le risorse umane del territorio.
Ha investito nelle proprietà di famiglia aprendo prima un B&B e successivamente un Bistró. Quel sogno, in poco tempo, è diventato realtà. La sua realtà nella terra alla quale doveva, probabilmente, tutto.

Continua Daniele, ci racconta di quanto non sia stato affatto facile, sebbene la sua voglia di crederci andasse ben oltre. Ha continuato. Senza mai voltarsi indietro, ma mirando verso cose sempre più grandi e fatte bene. Le ha fatte bene. Tutte. Ad oggi, dopo sette anni di attività con il B&B e tre anni con il Bistró, ci confessa di sentirsi ancora carico e forte. Pronto ad affrontare tutte le nuove sfide che gli si possono presentare. Il nuovo grande obiettivo? Trullo Santangelo. Continuare a donarsi per questa idilliaca realtà alla quale ha dato vita e trasformare quello che oggi e soltanto un B&B in un più completo Agriturismo. L’idea è quella di aprire un nuovo spazio ristorativo ed ampliare la produzione di EVO di qualità.
Daniele è un altro dei tanti giovani pugliesi che possono dire di avercela fatta e che non conoscono punto d’arrivo. Perché come affermava Tomasi di Lampedusa “è necessario che tutto cambi affinché tutto resti com’è”. È infatti necessario che si vada avanti, che si progredisca e che si doni a questa terra tutta l’innovazione che merita. Ma senza mai dimenticare le origini, le tradizioni più autentiche e la bellezza delle cose semplici, Made in Puglia.

Si conclude così un’altra meravigliosa esperienza firmata Apuliantouch. Colorata, allegra e spensierata. Profumata di giovinezza e di cose belle, buone, piene. Giorni di storie, scoperte e conoscenze. Ore piene, a raccontare di Puglia e gente di Puglia. A incrociare vite, sorrisi e destini. Attimi che raccontiamo e che portiamo con noi. Arricchendoci e arricchendo. E nell’attesa di una prossima avventura salutiamo Daniele, il suo posto magico e quanti abbiamo incontrato qui. Andiamo, mentre il giovane proprietario ci congeda con questa frase:
“La Valle dei trulli è sempre stata nei miei pensieri come un’isola felice: un luogo in cui è ancora possibile rallentare il tempo, godere le bellezze del territorio e dare vita a nuovi progetti di vita e di lavoro!”

Lo sappiamo bene noi, ma sentirselo dire ancora una volta non fa male.

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